«Il tuo sito è su AWS» è diventata una frase da preventivo. Detta così non significa niente: AWS è un fornitore di infrastruttura, non una garanzia di qualità. Vale la pena capire che cosa cambia davvero, quanto costa e quando non serve affatto.
Che cosa cambia davvero
Tre cose, concrete. Lo spazio e la banda sono elastici: un picco di traffico non manda offline il sito, e non serve cambiare piano per una settimana intensa.
I file statici viaggiano da una rete di distribuzione: immagini e video partono dal nodo più vicino a chi guarda, non da un unico server. I backup sono automatici e ripristinabili, invece di essere una copia che qualcuno ricorda di fare.
Il primo falso mito: «AWS è più veloce»
L'infrastruttura non rende veloce un sito lento. Un sito con immagini da otto megabyte e sei librerie inutili resta lento su qualunque server del mondo.
Quello che AWS dà è la possibilità di essere veloci: distribuzione geografica, cache, formati moderni. Se il sito non li usa, il vantaggio resta teorico. La velocità si misura sul sito, non sul contratto.
Il secondo: «così è sicuro»
La sicurezza dell'infrastruttura è di AWS; quella dell'applicazione resta tua. Una password debole nel pannello, un plugin abbandonato o un modulo di contatto scritto male sono vulnerabili identici su qualsiasi hosting.
AWS aiuta su ciò che sta sotto — isolamento, aggiornamenti del sistema, protezione perimetrale — e non tocca ciò che sta sopra. Chi vende «sito sicuro perché su AWS» sta spostando l'attenzione.
Il terzo: «costa pochissimo» oppure «costa un patrimonio»
Entrambe le affermazioni si sentono, ed entrambe sono sbagliate perché AWS si paga a consumo: il conto dipende da quanto spazio occupi, quanta banda consumi e quante richieste ricevi.
Per un sito aziendale normale sono cifre piccole e prevedibili. Diventano rilevanti quando entrano in gioco i video: lo storage e soprattutto la transcodifica pesano molto più delle pagine.
I numeri, senza giri di parole
Con DOMIA l'infrastruttura AWS la gestiamo noi e il costo è un canone mensile chiaro, non una bolletta a sorpresa.
AWS Basic, 15 € al mese più IVA: 10 GB di storage, 20 GB di banda mensile, backup con retention di sette giorni. È la misura di uno studio professionale, un'associazione, una piccola attività.
AWS PRO, 39 € al mese: 50 GB di storage di cui 20 dedicati ai media, 100 GB di banda, 60 minuti di transcodifica al mese, due caselle di posta con 5 GB complessivi, backup a 14 giorni. È il piano di chi pubblica contenuti con continuità.
AWS Business, 300 € al mese: 150 GB di storage, 60 GB di media, 500 GB di banda, due milioni di richieste mensili, 240 minuti di transcodifica, tre caselle con 50 GB, backup a 15 giorni. Serve a cataloghi media e realtà editoriali, non a un sito vetrina.
Quando AWS non serve
Se il sito è una pagina con orari e contatti, aggiornata due volte l'anno, l'infrastruttura non è il problema da risolvere. Meglio spendere quel budget in contenuti e in una scheda aziendale curata sui motori di ricerca.
Lo diciamo anche quando ci conviene il contrario: consigliare un piano grande a chi non ne ha bisogno produce un cliente scontento fra sei mesi.
Quello che conta più dell'infrastruttura
In ogni piano includiamo la SEO tecnica: title, meta description, canonical, sitemap XML, dati strutturati, Open Graph e il collegamento a Google Search Console.
Sono le fondamenta per essere trovati, e sono la differenza vera fra un sito che porta richieste e uno che esiste e basta. Un'infrastruttura perfetta senza queste è una vetrina in una strada senza passaggio.
Come capire quale piano ti serve
Tre domande bastano. Hai video da pubblicare, o solo immagini? Quante persone visitano il sito in un mese normale, non nel mese migliore? Ti servono caselle di posta sul tuo dominio?
Con queste risposte il piano si sceglie in due minuti, e si cambia quando serve. Scrivici dalla pagina contatti: guardiamo insieme cosa hai già e partiamo da lì, non da un listino.