La domanda che arriva prima di tutte, quando si parla di mettere un film su una piattaforma, non è tecnica: è «quanto ci guadagno». È la domanda giusta, e merita una risposta chiara invece di un rinvio al contratto.
Che cos'è LumenTV
LumenTV è una piattaforma di streaming italiana dedicata al cinema indipendente, ai contenuti territoriali e alle storie che faticano a trovare spazio nei cataloghi generalisti. È disponibile su web, su mobile e sulle principali smart TV.
Non è un servizio a cui si «carica» un file: ogni titolo entra con una scheda costruita, materiali verificati e una collocazione nel catalogo. È la differenza fra pubblicare e distribuire.
Il principio della ripartizione
Il modello è semplice da enunciare: i ricavi generati dal titolo vengono divisi fra la piattaforma e chi il film lo ha realizzato, secondo la quota concordata nel contratto di distribuzione.
Quello che cambia da caso a caso è la quota, e dipende da cosa porta ciascuna parte: diritti già liberi o da liberare, materiali già pronti o da produrre, esclusiva o non esclusiva, territori coperti. Una percentuale dichiarata prima di conoscere questi elementi sarebbe un numero inventato.
Da che cosa nascono i ricavi
Conviene distinguerli, perché si comportano in modo diverso. Ci sono i ricavi da visione, legati a quante persone guardano e per quanto tempo. Ci sono i ricavi pubblicitari, legati alle inserzioni servite intorno ai contenuti gratuiti.
Il primo tipo premia i titoli che tengono lo spettatore fino alla fine; il secondo premia il volume. Un film breve e molto visto e un film lungo e visto poco possono generare cifre simili per strade opposte.
Che cosa serve per la consegna
La parte che rallenta di più non sono i diritti: sono i materiali. Servono il master video nel formato richiesto, l'audio conforme, i sottotitoli quando previsti, la key art nelle proporzioni corrette, la sinossi in due lunghezze e i crediti completi.
A questi si aggiunge la documentazione dei diritti: musiche, materiali d'archivio, immagini di repertorio, liberatorie. È qui che si perdono le settimane, ed è qui che conviene arrivare preparati.
Perché la scheda del film conta più di quanto sembri
Su una piattaforma lo spettatore sceglie in pochi secondi, guardando immagine, titolo e prime righe di sinossi. Una scheda costruita male penalizza un buon film esattamente come una locandina sbagliata in sala.
La stessa scheda è anche ciò che i motori di ricerca leggono: è la porta d'ingresso di chi cerca il tema del film senza conoscerne il titolo.
La trasparenza si misura sui numeri, non sulle promesse
Un accordo di distribuzione vale quanto la possibilità di verificarlo. Le domande da fare a qualunque piattaforma, noi compresi, sono tre: con quale frequenza arrivano i rendiconti, quali metriche contengono, e come si risale dal dato aggregato al singolo titolo.
Se le risposte sono vaghe, la percentuale scritta nel contratto conta poco.
Quando LumenTV è la scelta giusta, e quando no
Ha senso per film indipendenti, documentari, opere territoriali e titoli che hanno un pubblico definito ma non enorme — dove essere in un catalogo coerente vale più che essere in mezzo a decine di migliaia di titoli.
Ha meno senso se il film punta a una distribuzione internazionale ampia e ha già un agente di vendita in grado di portarlo su più mercati. In quel caso conviene parlarne prima, non dopo aver firmato altrove.
LumenTV e le grandi piattaforme non sono alternative obbligate: spesso sono percorsi complementari, con territori e finestre diverse.
Come si comincia
Si parte da una conversazione sul film, non da un modulo. Servono titolo, durata, anno, stato dei diritti e una copia visionabile: da lì capiamo se il catalogo è quello giusto e cosa manca per la consegna.
Puoi guardare il catalogo e capire di che piattaforma si tratta scaricando l'app: Lumen per iPhone e iPad oppure Lumen per Android. Poi scrivici dalla pagina contatti e parliamo del tuo titolo.